David di Donatello: ferita aperta

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Devo in parte correggere quanto ricordato dal collega Luca Ricci (sua mail a KometaRossa) relativamente alla questione David di Donatello e l'esclusione della categoria degli Effetti Speciali Scenici tra i premi in concorso.
La risposta da parte dell'Accademia al riguardo c'è stata, eccome se c'è stata.


A seguito delle sue proteste, relativamente ad un film candidato per la sola categoria Visual Effects (http://www.aiatsfx.it/index.php/comunicazioni/96-david-di-donatello-categorie-escluse), proteste da subito sostenute e rilanciate dall'AIAT-SFX (http://www.aiatsfx.it/index.php/comunicazioni/97-david-di-donatello-su-specifica-richiesta-degli-operatori), il 7 giugno 2012 il Consiglio Direttivo "David di Donatello" ha ritenuto che non vi fossero motivazioni sufficienti per inserire anche la categoria degli effetti speciali scenici tra quelle degne di essere premiate(http://www.aiatsfx.it/index.php/comunicazioni/102-david-di-donatello-lettera-dal-presidente-rondi).
A riassumere il tutto si veda infine il nostro comunicato dell'11 giugno 2012: http://www.aiatsfx.it/index.php/comunicazioni/101-david-di-donatello-gli-sfx-questi-sconosciuti

Ebbene sì, al primo colpo non siamo riusciti a scardinare l'idea che la categoria degli effetti speciali scenici è giusto che goda di una sua specifica autonomia; ma che, soprattutto, nonostante i tanti funerali celebrati, è ben lungi dall'essere in via di estinzione. Tanto più nella realtà italiana, dove c'è da registrare che la miglior pubblicità per il nostro lavoro è proprio costituita dal pessimo digitale con il quale i nostri produttori si ostinano a sostituirci per cercare di ridurre i costi.
Mentre all'estero, infatti, gli effetti visivi e scenici operano in sinergia, permettendo così di realizzare prodotti altrimenti difficilmente credibili, in Italia avviene il contrario, secondo la logica del "cosa costa meno", e non secondo la logica del "come potrebbe venire meglio".
Non siamo per nulla sorpresi, pertanto, che da parte dei produttori nostrani, in grado solo di guardare all'ampiezza delle loro tasche piene, vi sia un particolare interesse nel voler impedire che alcune categorie, oggi escluse, possano essere valorizzate: "Dovessero poi pretendere qualcosa!"

Per quanto riguarda il cosa faremo, vorrei rassicurare l'associato Luca Ricci che l'Associazione sta cercando di muoversi nuovamente sulla questione.
La volta scorsa siamo stati particolarmente educati ed è andata come è andata.
Evidentemente, così come già successo per altre questioni che con fatica siamo riusciti a portare a casa, se non si arriva allo scandalo o al blocco, si conferma che in questo paese non c'è modo di far valere dei semplici ragionamenti.
Ancora non sappiamo chi vincerà il premio per gli Effetti Visivi.
Una cosa che però sicuramente sappiamo, è che gran parte del lavoro svolto nei film in concorso è di tipo scenico e non solo (diamo merito anche ad un'altra categoria esclusa, gli stunt).
Senza quegli effetti scenici ed il lavoro degli stunt, molti dei film, molto semplicemente, non avrebbero avuto alcun motivo per essere candidati!
Sarà nostra cura evidenziarlo, utilizzando canali comunicativi più efficaci, anche politicamente scorretti, se necessario.


Per l'Associazione

Il Presidente

Franco Ragusa