Cinema: armi sceniche - lettera aperta al Ministro Maroni

L'Associazione AIAT-SFX, nel comunicare che è di questa mattina un nuovo provvedimento sanzionatorio nei confronti di un suo associato, da parte dell'Autorità amministrativa di Pubblica sicurezza, prova nuovamente a sollecitare un minimo di interesse con una lettera aperta al Ministro dell'Interno Maroni (raccomandata 1 - 05206440560-1 del 14 marzo 2011).



Sig. Ministro,

ci rivolgiamo a lei per ringraziare il Ministero dell’Interno per tutto quello che non ha mai fatto in oltre 35 anni: un regolamento per disciplinare e definire la detenzione e l’uso delle armi per uso scenico sparanti a salve; e per non aver mai emanato, come per le armi demilitarizzate o disattivate, una circolare che indichi a quali caratteristiche le armi sceniche debbano corrispondere.

Sì, lo sappiamo che ora ci risponderà che non esiste una legge al riguardo. Ma forse non è proprio così. Forse la legge c’è ed è sin troppo chiara, non vietando affatto ciò che qualcuno, da sempre, ritiene debba essere vietato.

Ma non è questo il punto.

Il punto è che ci sono persone che lavorano con le armi per uso scenico sparanti a salve, perché anche il Ministero dell’Interno ha ritenuto, con le due richieste di parere fatte al Consiglio di Stato nel lontano 1977, che queste armi potessero essere utilizzate.

Ciò che quindi non torna, è che ci siano persone che, per il solo torto di lavorare con queste armi, debbano periodicamente finire sul banco degli imputati. Ci sono dei liberi cittadini che la mattina escono da casa per andare a lavorare e che non sanno, per essere in po’ più precisi, se rientreranno dai loro cari o, senza aver compiuto alcun reato, si ritroveranno a passare una o più nottate in cella con l’accusa di detenzione illecita di armi, anche da guerra.

Basta poco, Sig. Ministro, per far sì che questo accada. E’ sufficiente che si logori un pezzettino di metallo o che qualcuno, in assenza di regolamentazione, decida che non sta scritto da nessuna parte che si possa andare in giro con un arma che non rientra nelle due categoria sopra citate: demilitarizzata o disattivata.

Poche date per far comprendere la natura e l’urgenza del problema:

1975: divieto, per alcuni mesi, di usare armi per uso scenico sparanti a salve

1995: sequestro di numerose armi per uso scenico con 5 arresti

Novembre 2010: tutti assolti con formula piena gli arrestati del 1995; disposto il dissequestro di tutte le armi

Febbraio 2011: nuovo sequestro di armi per uso scenico e 4 arresti

 

Sig. Ministro, ci consenta la franchezza: siamo di fronte ad un problema di facile comprensione, ed è del tutto evidente che non ci sono le condizioni, in questo Paese, di lavorare con la stessa certezza del diritto che contraddistingue altri paesi … con una classe dirigente più civile e più capace della nostra, evidentemente.

 

Concludiamo, quindi, rivolgendole una semplice domanda: si può fare qualcosa per risolvere questo problema, oppure ci conferma anche lei che è meglio prendere in considerazione l’idea di fuggire all’estero per poter lavorare?

 

Roma, 14 marzo 2011